un giorno uno scrisse :
"..Oggi ho visto il sole leccare una palla di gelato,
Questa si scioglieva ad ogni avvicinamento , doveva essere al gusto puffo o similari..
Un gabbiano volteggiava al tramonto,
un vecchio di notte guarda i lavori di strada mentre il nuovo mondo si sveglia e non pensa a me, mentre io penso a lui..sta meglio io o lui_?
Oggi penso a me, e vedo i miei amici,
che non vedo da tempo
da quanto non vedo me stesso.
Oggi sono piu me stesso perche oggi sono 2 per forma ma soprattutto contenuti,
oggi sono completo o completato e per questo solo, quella solitudine fatta di tante facce e luoghi, tante sensazioni che non ricordi piu e non scorderai mai
oggi sono io e non riesco a capirmi
oggi sono quello che sarei dovuto essere una vita fa
ma l ostinazione di non ostinarsi mai prende il sopravvento su di me come tutto del resto
non dico di no a nulla , ma rifiuto la gran parte di tutto
questo non mi fa sentire che sapore ha , un po come il sole che cerca di leccare un gelato.."
e l' altro rispose :
" ... fatte pia vè , diocaroo.."
e lui " ...sono felice ,puoi capirlo?..."
l' altro ".. a ben vedere...NO "
insieme conclusero "...sticazzi... " e tutto continuo a scorrere, finche il sole si ingegno e finalmente assaporò quel cazzo di puffo,che sapeva di bigbabol all uva ..in commercio in una breve finestra temporale negli anni 90, finche scoprirono che alzava il tasso alcolico piu di due birre medie di fila, il problema è che costava troppo poco e le multinazionali delle birre vinsero su quelle dei dentisti , la bb all uva venne bandita , e fu cosi che per le frizzi pazzi si prospetto un periodo di assoluto dominio nel campo delle masticabili
Liscio e secco
Forte, distaccato vivo e quasi emancipato
Un ricordo
Pareti bianche e ventilatore a soffitto,
caldo umido che come una proteina si infila nel DNA e non vuoi neanche rendertene conto
tante andate, qualche ritorno
scaglionato e , troppo facile, scoglionato
le stesse persone con cui condividi il cubo si affacciano quando il bianco delle pareti è già irraggiato dal sole,
nei loro volti noti subito uno sformamento che non puoi attribuire semplicemente alla brava nottata dei culi refusi.
Segnali di attività dai condotti lacrimiferi, sorrisi increduli ricacciati verso dentro, te l’aspetti grossa e con il più leggero dei senni di poi,,, anche troppo.
Centro america, il nord del sud, terra di passi fisideologici, dove il tempo non scorre lento , nè veloce ...no che non ci sia, ma non è tenuto in considerazione
La natura è generosa, di conseguenza i suoi abitanti, e di conseguenza ti adegui
Tanto legno, tanta carta
Piccoli uomini
Piccole carte
Tanto verde
Mal di gola
Fumattea
Occhi gonfi
Menti sterminate
Serrate le bocche
Parte il racconto
L’assurdo disegna il destino
Lontano dagli occhi
Un cuore muore
Un cervello complica
Un altro risistema
E allora birre
Morali rasoterra,
...etica a parte

... parco calzini
Cloc
un incrocio di colli ,
di bottiglia, birra, dos equis (XX)
clic cloc clic cloc
ondulodeformante trasporto su quadrupedati ferri ,
di cavallo
Assatarran,,,Assatarran
Colpi di macete ad aprire il varco
Da sapiente mano scagliati,
guatelmateco di nascita,
saggio fruitore del pianeta TERRA , di professione
Impervia natura
L’ accogliemmo, a boccate
Sorridemmo,
noi di lei e lei di noi
un suono uuuuuuuuuuuuuuuuu ...crescente
cazzo è?
Uno sciame
Di qualcuno!
Come a contare i metri del laghetto
a passi ritmati viene verso di noi
lui , il saggio del pianeta TERRA, ci guarda ,
divertito
sorridiamo come aspettando un regalo
acqua dal cielo
testa all’ in su
come i primi uomini su cui sia piovuto al mondo
tutto in un secondo ,
orgasmo compreso
..4
stessa meraviglia
stessa fortuna
stessa invincibile desiderio che quel che divide presto riunisca
stesso sorriso
stessa certezza di tutto quello che posso
che stesso non è, perchè più se si può
Ebbene si , all’ indomani del matrimonio che più che del secolo definirei del lustro (ndb) i bookmakers londinesi sono a leccare le ferite del loro cavallo migliore …accadde infatti che
“ … dopo un paio di si, qualche kilata di riso e gli immortalamenti di rito la carovana del matrimonio biondobettato si trasferiva festante al momento come sempre più atteso , il famigerato banchetto nuziale .La giusta precisazione da fare è che l’ evento nell’ evento risultava essere l’ unplugged degli “ ivellezza “ fortissimamente voluto dallo sposo stesso , nonché chitarrista di quattro della band (che manco fosse una compagnia di mariachi più che una cover rock band ).
tutto sembrava preparare l’ evento nel migliore dei modi..il vino scorreva a fiumi per le ugole dei presenti, i fiori al loro posto , i prati verdi la sposa bianca ed il palco allestito ad inebriarsi carico di un odore sempre più fruttato…senonche quando meno te lo aspetti , un duo di chansonniere di dubbia provenienza cominciano sapientemente a scagliare i loro plettri sul nilon di corde che emettevano suoni rock di appagante fattura e conciliantisi al masticareccio fluido degli ospiti in sala.
Dai primi apparentemente disinteressati quesiti della platea su chi fosse quell’ adone leader del duo in concerto, si andava delineando un profilo di frontman che quanto più risultava attraente ai più tanto più andava a disegnarsi come vero e proprio incubo per il benty , ormai vacillante frontman dei venerati ivellezza.
Le voci sempre più insistenti ( e sempre più basse quando nelle vicinanze si aggirava un ormai sospettoso benty) infatti dicevano che trattavasi di giovane inglese ( di probabili origini irlandesi) che da poco in italia andava a suonare e cantare per feste e matrimoni in cerca della consacrazione e magari della chiamata di qualche band di rilievo. L’ occhio esperto del giallu si era posato su di lui da tempo ormai e come una faina dell’ himalaya astutamente gia scalsava il benty per fare posto a quel rooney del palco che incantava ancora la platea a suon di “ sweet home Alabama”. La timidezza risaputa di Sandrone era stata spazzata via dalla presenza affascinante di quel succhiabirra e stranamente lo aveva portato a farci due chiacchere , cosa che per Sandro risultava davvero inusitata. Come se non bastasse Michele, amico e coinquilino del sempre più ex frontman dei ivellezza aveva scoperto che per mantenersi, il buon anglosassone vendeva pezzi di seconda scelta per una ditta inglese di elettrodomestici che il buon Michele stesso ,autoproclamatosi decennale esperto in materia, favellando con quel migliaio di conoscenti che intratteneva qua e la durante il party( si dice abbia addirittura impugnato il telefono per informare le persone giuste :-#), giudicava di qualità insuperabile e a prezzi ridicoli rispetto a quelli proposti dall’ ormai anche quella in crisi: benty srl…
Ma il peggio un sempre più a pezzi benty doveva ancora sentirlo…sembra infatti che tra una forchettata di pappardelle ed un'altra , all’ ennesimo altissimo assolo di britannica classe , Ilaria, donna sino ad allora integerrima del decadente frontman, avesse confessato al suo uomo di sentire ad ogni arpeggio proveniente da quelle fottuta gibson come un eccitante brivido alla schiena (si diciamo alla schiena, ma per onore di cronaca sembra esistano versioni decisamente più hard).
La goccia che fece traboccare il bicchiere…me la bevvi io, mentre il benty cominciò ad inanellare una serie di appunti che manco perelli in due ore di italiano…ti si avvicinava con anima celatamente affranta ma esteriormente fiera che sembrava autoalimentarsi anzi autoabbeverarsi ad ogni…” ma guarda quello, ma chi cazzo se crede de esse ? certo io posso famme da parte sa, tanto sti ivellezza sehh… anche la benty, sai che c’è , cusci almeno vo finalmente a copacabana ad apri il chioschetto…ma cazzo ilaria no!! Ilaria proprio no dai…ma lo vedi quant’ è brutto quello!_!_?”…e a quel punto non potevi che alzare il bicchiere a cercare col suo l’ impatto tintinnante..
Poi me lo ricordo ubriaco tra ubriachi, ho flash di lui che sulle note di o saracino faceva ballare me, la e forse qualche altro finto sobrio, ma dopo non so quanto tempo passato, me lo ricordo carico come un somaro tra i far far far di una smuoviculissima psiko killer…sempre più bella sempre più ivellezza…
Non so perché e non so se fu solo una mia percezione ma smisero presto di suonare, forse perche volevano concentrarsi sul bere e si continuò…oh si che si continuò…senonchè , ennesima pausa a rinfoltire ricettori avidi di nicotina che ..proprio quando tutti lo avevano già triturato nelle eliche dei ricordi inutili..eccolo là, in lontananza ,,,solo come un gatto a morire… anticipato alla vista solo da onde ultrasonore direttamente provenienti da una stressata bocca di stomaco, un buffo uomo ritorto su se stesso …dall’ aspetto sembrava che quelle corde di nailon gli stessero uscendo orizzontalmente dal culo, gli incubi del benty erano i sogni di alice nel paese delle maraviglie a cospetto di quello che stava vivendo quel giovane inglese , magari forte a birre eh!! Che poi a cospetto del benty lo vorria vedè,ma il vino proprio no,,,non c’ era un mm quadrato che ne avrebbe sopportato di piu…allora giro lo sguardo verso un orizzonte di un sole che illuminava ormai le coste portoghesi e disegnava sempre piu di carboncino quei profili collinari di una calda umbria e vedo li , pasciuto sorridente bello e suadente detto in una parola… ubriaco… il benty, che con un bicchiere in mano guardava con la fierezza autoproclamante ed un rispetto di chi sa di aver vinto ancora quel giovane , povero ragazzo in difficoltà…fu allora che impugnò impettito la sua bella, il bue col casco e l’ asino rasta e si allontano come inseguendo il sole che se andava , come a scrivere ancora una leggenda che nessuno ricorderà, ma per una buona..buonissima ragione.
Scopro persone di questi tempi che vogliono interfacciarsi solo per specchiarsi
Interpretano chi hanno di fronte come membrana osmotica che più regola quanto entra con quanto esce più rende efficiente questo scambio
Che non è un rapporto ma un cortocircuito
Solo un appunto…che due palle la chimica
S’ è sposao il vionno
Non ce giramo intonno.
Sfondi guatemaltechi su discorsi nostalgici , ravvicinanti
Prima bianco poi rosso, fotografie in ordine sparso,
capelloni basettoni gagli uomini e quasi padri.
Business man , dottori ornitologi, filmati tipo iene
Divertente, ma non se tene.
Molti ubriachi, svariato amore, prati verdi
Niente suore-
Non ricordo, poi il caffè,
lontani sigari di un lontano me.
Poi il mio amico e si ce n’è,
musica danza ,luce , invadenza
psico killer e ancora il niente.
Poi un saluto e della crescia
Baci a iosa e denti sciacqua
Sposa padre e il mio ciarlare
Poi un micio e il suo lucano
Un ricordo ancora invano
Poi la strada
di nuovo per mano.
E va bene benty, e grazie per lo stimolo mig,,,meglio de una prugna secca...
rispolvero antichità sopite:
...capita che ti svegli una mattinata estiva in un paese già rovente che non sono le otto
ti guardi intorno e intuisci di non essere nella solita collocazione spaziale, vedi intorno a te corpi sconnessi e rilasciati che riposano in ordine sparso e solo allora ricordi che ieri hai fatto serata con i tuoi amici e ricolleghi il fatto che loro son lì di passaggio e oggi mentre tu starai sparando le ultime pillole di concentrazione da lavoro loro saranno salenti sull’apparecchio che li porterà a cuba.
Poi vai di là...in bagno...lo stomaco rivendica una serata brava e le palpebre...sembra che tutto il mangiare del giorno prima alberghi li sopra ora...e rifletti tra uno sciaquettio di denti e uno di viso...cazzo come vorrei essere anche io di partenza...andare a lavoro...guardare il capo dritto negli occhi...mandarlo affanculo (niente di personale per carità)...girare i tacchi e arrivederci...partire con un fottutissimo biglietto di sola andata...così per accompagnarli, stare un po insieme ad alta quota...girare per un isoletta un paio di settimane e poi...salutarli di nuovo perchè poi qualcuno ripartirà...finito il lavaggio è il momento di vestirsi...un abbraccio e un buon viaggio alla comunita che nel frattempo si destava al cospetto di un’umidita rasente l’assoluto...arrivi in ufficio..timbri il tuo cartellino...un passpartout per le stanze dello schiavismo...ore 7:57...vai in ufficio per mandare affanculo, come detto, il tuo capo ma di fronte all’ufficio deserto ricordi che anche il tuo capo è in ferie e in chissa quale parte del mondo e allora...ti mandi affanculo da solo e quasi che ti senti di meritartelo di stare li dentro...è comunque una tua scelta c’`e poco da fare...
Pensi bene di mandare un ultimo messaggino prima della partenza a quei gongoli che ancora sonnecchieranno a casa ...googlericerca di un proverbio cubano e tra i 958 link scovati in 0.10 secondi ce n’è uno e uno solo uno che sembra stare li ...a darti della testadicazzo ...”HOMBRE QUE TRABAJA PIERDE TIEMPO PRECIOSO”... Ora caffè,,,sigaretta e una bella cagata ;-)... buona giornata fuccio...BUON VIAGGIO AMICI MIEI...
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